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Il voto di lista. Un istituto ancora attuale?

a cura di Andrea Perrone e Giovanni Strampelli

Un dibattito a più voci

La direzione della Rivista ODC ha ritenuto opportuno, anche alla luce di alcune recenti vicende che hanno avuto ampia risonanza nel mondo finanziario, promuovere l’approfondimento del tema – sempre attuale e di indubbio interesse – del voto di lista nella elezione dei membri del consiglio di amministrazione di società con azioni quotate.

La Rivista ha pertanto organizzato un seminario, sollecitando alcuni autorevoli studiosi ad intervenire sull’argomento e proponendo loro quattro domande, la cui formulazione è stata curata da Andrea Perrone e Giovanni Strampelli. La risposta a dette domande è stata sviluppata nel corso del seminario tenutosi il primo aprile 2022, del quale pubblichiamo la registrazione.

D.: L’esperienza degli ultimi anni ha mostrato chiaramente che il concreto funzionamento del voto di lista dipende dalla composizione dell’azionariato e, in particolare, dalla presenza di un socio di controllo. Numerosi sono stati, per esempio, i casi in cui la lista “di minoranza” è risultata la più votata. Né mancano società in cui la maggioranza si forma a seconda delle aggregazioni tra alcuni soci forti che di volta in volta vengono a determinarsi (c.d. società a controllo fluido). Il voto di lista è un sistema di nomina degli organi sociali adeguato quando manca un socio che detiene il controllo di diritto e la distinzione tra maggioranza e minoranza è più incerta?

Stella Richter: Nell’affrontare il tema, vorrei muovere da [continua..]

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