Nota per gli autori e procedura di revisione dei pari

Come inoltrare i contributi alla rivista.

Codice Etico

Dichiarazione sull'etica nella pubblicazione dei lavori.

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Nota per gli autori e procedura di revisione dei pari


1. Struttura e contenuti della Rivista.

La Rivista ODC pubblica:

(i) nella sezione “Saggi”, lavori che, nell’ambito delle discipline riconducibili al diritto dell’impresa, delle società, della concorrenza, della proprietà intellettuale ed industriale, delle procedure concorsuali, della banca e dell’intermediazione finanziaria, del commercio internazionale:

  • affrontino problemi nuovi o presentino comunque un grado apprezzabile di innovatività nella soluzione di problemi già noti o un livello apprezzabile di analisi critica nella valutazione delle soluzioni già proposte da altri;
  • dedichino un’adeguata attenzione al dibattito internazionale, là dove esistente, e facciano comunque uso, fra gli altri, del metodo comparatistico;
  • abbiano un respiro sistematico proporzionato al tema trattato e si muovano comunque in un orizzonte culturale sufficientemente ampio;

(ii) nella sezione “Temi e dibattiti di attualità”, lavori che:

  • contengano una documentata ed aggiornata esposizione critica di temi o questioni di attualità, scaturiti da innovazioni legislative recenti, decisioni di corti italiane e non, provvedimenti di autorità indipendenti, eccetera, indicando altresì i termini del dibattito che ne è sorto o che potrebbe svilupparsi intorno ad essi in ambito nazionale o sovranazionale;

(iii) sotto la rubrica “Editoriale”, lavori che:

  • di solito a firma di uno o più componenti della Direzione scientifica della Rivista, esprimono una determinata linea editoriale o lanciano una determinata proposta culturale;

(iv) sotto la rubrica “Forum virtuale”:

  • brevi raccolte di articoli di autori diversi, che scaturiscono dalla partecipazione di detti autori ad una discussione a distanza, ed in tal senso virtuale, su un tema o su un caso particolarmente dibattuto e/o di particolare attualità;

(v) nella sezione “Osservatorio sul diritto straniero”:

  • commenti ed analisi aventi ad oggetto recenti modifiche normative o innovativi orientamenti giurisprudenziali nell’ordinamento europeo o in ordinamenti stranieri su materie rilevanti per la Rivista;

(vi) sotto la rubrica “Letture”:

  • schede di lettura o recensioni di libri, più o meno recenti o risalenti nel tempo, ritenuti di particolare interesse;

(vii) sotto la rubrica “Giurisprudenza delle Corti superiori”:

  • commenti a decisioni recenti delle Corti Superiori, italiane e non, che si segnalano per aver affrontato questioni di diritto di particolare importanza o comunque molto dibattute;

(viii) sotto la rubrica “Materiali”:

  • testi normativi, eventualmente anche in itinere (disegni o proposte di legge, proposte di direttive della Commissione europea, eccetera), provvedimenti di autorità giudiziarie o amministrative, italiane e non, ed altri materiali di studio, che si reputa utile mettere a disposizione dei lettori, anche come supporto alla lettura dei saggi pubblicati nel medesimo ovvero in corso di pubblicazione in un successivo fascicolo della Rivista.

 

La Rivista pubblica lavori anche in lingua diversa dall’italiano e dall’inglese, fermo restando che ciascun lavoro dev’essere in ogni caso corredato dell’abstract in inglese e in italiano.

 

2. Il procedimento di valutazione degli articoli e dei saggi ai fini della pubblicazione.

I lavori che aspirano alla pubblicazione vengono inviati, per posta elettronica ed in formato Word, al seguente indirizzo: redazione@orizzontideldirittocommerciale.it e da qui inoltrati all’indirizzo dei componenti della Direzione scientifica.

La Direzione scientifica, espletata una prima sommaria delibazione del singolo lavoro, lo avvia al referaggio o revisione scientifica tra pari (peer review), dopo aver espunto dal testo ogni elemento idoneo a consentire l’identificazione dell’autore o dell’autrice.

Per ciascun lavoro (tranne che per gli “editoriali” ed i “forum virtuali”, le recensioni ed i commenti alle sentenze e i materiali, su cui vedi infra), la revisione scientifica viene affidata, con il metodo del “doppio cieco”, ad uno studioso (referee) esterno alla Direzione scientifica ed alla Redazione della Rivista, e scelto sulla base della riconosciuta esperienza e competenza rispetto ai temi trattati nel lavoro stesso, nonché sulla base dell’assenza di conflitti d’interessi, da un lato, e di legami particolari (di parentela o affinità, di stretta amicizia, di colleganza nel medesimo Dipartimento o nella medesima Scuola accademica) con l’autore o con l’autrice, dall’altro.

Il referee esprime entro il termine massimo di tre settimane la propria valutazione positiva ovvero negativa in merito alla pubblicabilità del lavoro nella Rivista, formulando e motivando un breve giudizio scritto, che viene inviato alla Direzione scientifica, la quale ne cura l’inoltro, in maniera anonima, all’autore/autrice dell’articolo.

Nel caso in cui la valutazione del referee risulti negativa, la Direzione scientifica della Rivista può comunque decidere collegialmente di interpellare, con le medesime modalità del primo, un secondo referee.

Le schede contenenti le valutazioni espresse dai referees vengono archiviate e conservate, anche in formato elettronico, a cura della Direzione della Rivista.

In linea con le previsioni del Regolamento dell’ANVUR, non sono di regola sottoposti a revisione scientifica (peer review) i lavori pubblicati, a firma della Direzione o di uno o più condirettori, nella rubrica “Editoriale”, trattandosi di lavori specificamente rivolti alla formulazione di una determinata linea editoriale ovvero al lancio di una determinata proposta culturale, il cui merito non è perciò assoggettabile ad una valutazione esterna, né gli articoli scaturiti dalla partecipazione a forum virtuali. Inoltre, non sono di norma sottoposte a revisione scientifica le schede bibliografiche, le rassegne storiografiche, le recensioni di singoli volumi, le rassegne di dottrina e di giurisprudenza, in quanto aventi carattere meramente informativo, nonché tutto il materiale la cui paternità non sia ascritta ad uno o più autori. In casi eccezionali, la Direzione può assumere direttamente la responsabilità della pubblicazione di singoli contributi senza sottoporli a previa revisione scientifica, segnalando la circostanza e le relative motivazioni in una nota nella prima pagina del contributo.

 

3. Standard redazionali dei lavori presentati per la pubblicazione.

I lavori che aspirano alla pubblicazione nella Rivista devono rispettare determinati requisiti o standard redazionali: in particolare devono essere suddivisi in paragrafi, ciascuno dei quali preceduto da un titolo, il quale deve essere riportato nel sommario posto in testa all’articolo. Il lavoro deve essere corredato da note bibliografiche, collocate preferibilmente a piè di pagina.

Al singolo lavoro deve essere allegato il relativo abstract in italiano (anche se il lavoro è scritto in lingua inglese o in altra lingua straniera) e in inglese. Devono inoltre essere indicate almeno tre parole chiave in lingua italiana ed altrettante in lingua inglese, dirette ad agevolare il reperimento e la classificazione dell’articolo nelle banche dati nazionali ed internazionali.

La Redazione scientifica verifica il rispetto delle norme redazionali suddette, nonché dei criteri di citazione ed abbreviazione; qualora la verifica abbia esito negativo, gli autori verranno cortesemente invitati, dalla Redazione medesima, a curare l’adeguamento dei propri lavori agli standard e ai criteri adottati dalla Rivista.


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