Le pagine che seguono raccolgono un insieme di saggi che prendono forma dall’incontro di riflessioni, esperienze di ricerca e franca dialettica tra studiosi di diversa provenienza accademica, uniti dal comune proposito di interrogarsi criticamente su un ambito tematico – le società di persone – che, sebbene sedimentato nella tradizione giuridica, si trova oggi a confrontarsi con sfide inedite e a reclamare una rinnovata attenzione.
Sul piano della regolazione, le norme codicistiche si confrontano con tensioni interpretative nuove e con successivi e recenti interventi del legislatore, in grado di alterare, nella sostanza, il sistema delineato dal Codice del 1942. Solo per ricordare alcune delle nuove norme, si pensi alla previsione dell’obbligo di istituire adeguati assetti amministrativi, organizzativi e contabili (art. 2257, primo comma), nonché al vistoso ampliamento della nozione di imprenditore agricolo, accompagnato dall’estensione delle regole in tema di pubblicità con efficacia dichiarativa all’imprenditore agricolo e alle società semplici esercenti attività agricola (art. 2 d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228), oppure al Codice della crisi e dell’insolvenza.
Non sono, inoltre, mancati interventi rilevanti del legislatore in materia tributaria che, pur rispondendo al limitato scopo di porre ordine al settore delle società di godimento, giungono a mettere alla prova la tenuta del principio contenuto nell’art. 2248 c.c., nei suoi rapporti con l’art. 2247. A ciò si aggiunge l’inedita attenzione del regolatore europeo verso le società di persone, almeno sul piano dell’informazione, espressa tramite la Direttiva 2025/25, mentre nell’ordinamento tedesco si è assistito, nel 2024, all’entrata in vigore di una vera e propria riforma, rivolta alla Modernisierung del diritto delle società di persone (il MoPeG).
La rinnovata attenzione degli studiosi, che ha caratterizzato numerosi convegni svoltisi in Italia e di cui sono stati pubblicati o sono in corso di pubblicazione gli atti, non deve affatto stupire. I numeri delle società di persone registrate e attive presso le camere di commercio italiane sono a dir poco sorprendenti, se confrontati con le esperienze europee dei paesi limitrofi; ciò si deve soprattutto alla vantaggiosa fiscalità (il c.d. regime di trasparenza tributaria), oltre che alla persistente tradizione, soprattutto in certi settori di mercato (specie in quelli manifatturiero, immobiliare, della ristorazione ed edile) di ricorrere alla responsabilità illimitata di almeno alcuni dei soci come leva per catturare la fiducia dei potenziali clienti e consumatori, in ultima istanza per la credibilità dell’impresa sul mercato. Dunque, vi sono molte imprese che scelgono i modelli personalistici e che necessitano di una disciplina al passo con i tempi, in grado di dare soluzioni ai molti temi irrisolti che si sono accumulati nel tempo.
Da queste esigenze, recentemente condivise con una più ampia comunità accademica, nasce la discussione di questo ristretto gruppo di studiosi. L’approccio collettivo è contraddistinto dalla consapevolezza dell’ampiezza e complessità del tema oggetto di indagine, il quale esige la riflessione sui principi sistematici, unita all’analisi di aspetti disciplinari anche di dettaglio. Per questa ragione, ci si è allineati su una scelta metodologica che privilegia l’approfondimento di alcuni snodi ritenuti essenziali, per i quali si reputa non più differibile un intervento di modernizzazione ad opera del legislatore.
Pur nella pluralità degli argomenti trattati da ciascun membro del gruppo, l’elaborazione di ciascuno si è misurata con le riflessioni degli altri, grazie a una serie di incontri e momenti di confronto che hanno consentito di ricostruire i singoli percorsi di ricerca, anche alla luce di prospettive diverse da quelle abitualmente percorse da ciascun Autore. I proficui momenti di confronto hanno trovato naturale sviluppo nel seminario che si è svolto lo scorso 12 giugno 2025 presso l’Università degli Studi dell’Insubria, organizzato grazie al sostegno della Rivista e aperto al dibattito con gli altri colleghi interessati alla materia.
Come è stato possibile evidenziare nel corso del seminario, il metodo di lavoro si è contraddistinto per la presenza di una componente propositiva, capace di imprimere un carattere distintivo all’intero percorso di ricerca. Si auspica che il lettore possa trarre da questo complessivo lavoro a più voci non solo strumenti di approfondimento tecnico, ma anche stimoli critici per alimentare un dibattito che, lungi dall’esaurirsi in queste pagine, intende farsi laboratorio aperto di idee e progetti per il futuro assetto delle società di persone.